Un passeggero di origini fornacine nel disastro dell’Airbus 330

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Nel disastro del Airbus 330 dell’Air France avvenuto a largo delle coste brasiliane, tra le undici vittime italiane è scomparso anche un cinquantenne originario di Fornaci di Barga. Si chiamava Silvio Barbato Bonaccorsi ed abitava da molti anni in Brasile, anche se tornava spesso a Lucca ed in Toscana dove aveva tanti amici e parenti, soprattutto a Massa. Era un illustre musicista che nella sua vita ha diretto tante orchestre sinfoniche tra le quale quella del Teatro Nacional di Brasilia, del Teatro Nacional di Rio de Janeiro, di Sanremo e di Sicilia.
Ha studiato al conservatorio Verdi di Milano dove ha ottenuto il diploma di Alta Composizione nella Classe di Azio Corghi. Ha proseguito nella sua carriera collaborando con il maestro Gandolfi alla Scala.
Il mistero dell’inabissamento nell’Atlantico dell’Airbus di Airfrance proveniente da Parigi non è ancora stato risolto. I primi rottami sono stati trovati da un aeroplano brasiliano a 650km dall’isola di Fernando da Noronha. I fatti sono questi: i piloti non hanno dato allarme però sono stati inviati alcuni messaggi automatici che avvertivano di una serie di avarie a bordo, tutte nello stesso momento. L’aereo è caduto d’un altezza di circa 12.000 metri, una caduta che è durata più o meno 5 minuti durante i quali nessun messaggio di allarme è stato lanciato.
L’unico modo di sapere il vero sviluppo degli eventi di quella notte di domenica scorsa è di trovare le scatole nere dell’aereo che però sono adagiate sul fondale a 5.000 metri di profondità sotto l’oceano Atlantico. Per il momento, come spiega il primo ministro François Fillon, “non sappiamo niente, tranne che ci sono stati allarmi automatici per tre minuti che hanno segnalato la disfunzione di tutti i sistemi elettrici.”.
Un nostro lettore, marito della cugina della vittima Silvio Barbato, ci ha mandato una lettera per condividere con noi la storia di questo nostro concittadino:
“Quando si apprende la notizia di un disastro aereo spesso per noi si tratta solo di numeri di vittime e di qualche particolare toccante che ci colpisce più di altri.
C’è però una storia che riguarda la nostra terra nell’incidente dell’aereo dell’Air France in volo fra Rio de Janeiro e Parigi e precipitato nell’Atlantico.
A bordo c’era il direttore d’orchestra italo – brasiliano Silvio Barbato, cinquantenne e grande astro emergente non solo nel panorama della musica brasiliana ma di quella mondiale.
Che cosa lega il maestro Barbato alla nostra terra?
Egli era figlio di Daniele Barbato e di Rosalba Bonaccorsi, figlia di Silvio e Alvara Bonaccorsi e nipote di Celestino e Luigi Bonaccorsi primi discendenti dei fratelli Bonaccorsi, di Fornaci di Barga, emigrati in Brasile alla fine dell’ottocento.
Silvio Barbato è venuto spesso in Italia dove ha studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Una volta diplomato ha iniziato una brillante carriera in Brasile, dove è stato direttore del Teatro Municipale di Rio de Janeiro e del Teatro Nazionale di Brasilia, negli Stati Uniti e in Europa.
Aveva in programma un concerto a Kiev e diversi appuntamenti di lavoro in vari Paesi tra i quali l’Italia dove ha diretto in molte città come Firenze Palermo, Catania, Sanremo e Roma.
Proprio Roma è stata teatro della sua ultima performance italiana.
Nella sede dell’ambasciata brasiliana di Piazza Navona nella sala Pierluigi da Palestrina del Palazzo Doria Pamphili, alla presenza dei membri della Pontificia Accademia delle Scienze e di ben otto premi Nobel, ha diretto in anteprima mondiale una sua opera lirica dedicata al medico e scienziato brasiliano Chagas, scopritore della cura per l’omonima malattia.
A questa serata indimenticabile aveva invitato, con le loro famiglie, le cugine Luisa, Lucia e Liana Lippi, figlie di Teresa Bonaccorsi e nipoti di Josè Bonaccorsi, anch’egli nato in Brasile ed ora sepolto nella cappella di famiglia del cimitero di Loppia.
Quando Silvio Barbato aveva dei momenti liberi nel suo calendario fitto di impegni non mancava mai di tornare dai parenti e faceva spesso visita ai luoghi di origine dei Bonaccorsi soffermandosi a guardare, commosso, una grande casa nel bosco dalla quale erano partiti i suoi antenati.
Enrico Baldi (marito di Luisa Lippi)”
Il Giornale di Barga, nel riportare la notizia, è vicino al dolore delle famiglie Barbarbato e Bonaccorsi, in Brasile ed in Italia ed invia a tutti loro le proprie sentite condoglianze.

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